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Non vedo l'ora perché un'ora non si vede, allora guardo avanti perché non so aspettare.

  • 31 mag 2016
  • Tempo di lettura: 1 min

E' che oggi non vedo l'ora di vedere te,

di guardarti e poi goderti,

come non vedo l'ora

di sviluppare quel rullino

per vedere quella foto

che per ora non ho potuto far altro che immaginare;

come di sapere com'è andato quell'esame,

che mi ha tenuto sveglia in tutte queste notti;

come di prendere quell'aereo

e di sentire quel vuoto tra lo stomaco e la gola,

fino a che poi torno a respirare

e il mio cuore ricomincia a battere regolare

solo una volta tra le nuvole

ed il mondo,

finalmente,

ad un tratto non c'è più.

Come me e te.

E poi, ancora non ti ho detto,

che non vedo l'ora anche di sentire

la terra sotto i piedi

che diventa sabbia

e dopo, acqua e sale.

Non te l'ho detto perché pensavo che,

tanto

non vuol dire

niente.

Intendo, "non vedere l'ora".

Chissà perché,

ipocritamente,

perseveriamo

nascondendo qualche nostra impaziente voglia di qualcosa

nella timidezza e nell'ovvietà del "non vedo l'ora" di quel qualcosa.

Certo che non la vedo.

Tutti, sempre, non vedono l'ora di qualcosa,

perché un'ora, tanto, non si vede mai.

Un'ora si sente,

e si sente,

così forte che rimane,

così veloce che già scompare,

solo quando arriva e succede.

E quando succede sulla pelle,

è ancora meglio.

Almeno questi inglesi sono più spontanei,

sinceri se non altro:

guardano avanti

o, comunque, dicono,

non riescono ad aspettare ancora per molto.

Come me, con te,

Allora oggi va così,

ma domani guardo avanti,

perchè quell'ora che non si vede mai,

non posso aspettarla più.

Old english love in a bus' window

 
 
 

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