Possiamo camminare liberi
- 16 apr 2015
- Tempo di lettura: 3 min

Ci sono poche rare cose di cui non ne avremo mai abbastanza. Delle piacevoli abitudini quotidiane, per esempio, e di altri vizi e piccoli sfizi che una volta ogni tanto ci concediamo. Come il caffè della mattina, o il tè delle cinque pm; la sigaretta dopo un pasto; un libro la sera a letto o la playlist preferita nelle cuffie per strada, camminando a ritmo come se anche tutti gli altri potessero sentirla e tu fossi il protagonista di un film mai stato girato; il bicchiere (okay, i bicchieri) di vino all'ora dell'aperitivo con le tue amiche a parlare di un niente che ora pare tutto; preferire l'autobus che si blocca nel traffico invece che la claustrofobica rapida metro, perché dall'alto, dal primo seggiolino della second floor, la vista è più bella. Anche di quel panorama non mi stanco mai. All down Oxford Street til Marble Arch. Then, turn right to Edgware Road. Left, Maida Vale. Warwick Avenue is next. Chippenham and finally Home. Adoro le case tipiche inglesi dei quartieri residenziali, quelli appena fuori dal caotico centro. Mi piace guardare dentro queste, attraverso le finestre che, prive ti tende, ti lasciano discretamente ma volutamente intravedere come sono arredati gli interni, le famiglie sedute a tavola e gli ingressi strepitosi con ampie scalinate bianche con tanto di tappeti bordeaux e sontuose ringhiere.
Londra è posh. Si piace, e vuole che tu e tutto il resto del mondo sappiate il perché. Ma non mi stanco nemmeno di Lei, così veloce e imprevedibile. Elegante e "underground". Vintage e moderna. Tradizionalista e multietnica. Ricca e costosa, ma culturalmente cheap. E' vero, il cibo è rivedibile e il tempo.. beh, il tempo lo sappiamo, è quello che è, ma qui, sotto questa fitta coltre di nuvole grigie, sei libero di essere ciò che sei, oppure, ancor meglio, proprio qui in mezzo a tutte queste realtà diverse, hai la possibilità di scoprirlo e di scegliere cosa diventare. Al parco sulla collina di Primerose, tra la gente sdraiata su tovaglie a quadretti a mangiare e a godersi quei dieci\quindici minuti sole nella pausa pranzo, e i turisti che scattano foto al panorama a 360 gradi, mi accorgo di due ragazzi, insolitamente eleganti, con una bottiglia di champagne e due bicchieri. Un "cheers!", un sorso, un'occhiata distratta a tutta Londra che impassibile e indaffarata rimane proprio lì di fronte a fare da sfondo perfetto per quel bacio che ora si godono. Al bar c'è una famiglia di tre donne. Due mamme che coccolano la loro bellissima bambina dagli occhi di un azzurro di un ipotetico cielo. Incontro gente che sa quello che vuole, atterrata qui con lo scopo di adattare questa realtà ai propri sogni; altri che invece sono solo evasi alla ricerca di qualcosa di migliore e che per ora non possono far altro che adattarsi a quello che trovano. Ma se non altro, anche questa è una valida chance. E' uno di quei posti per tutti quelli che hanno voglia di fare, e il bello è che non importa cosa. Un mio professore un giorno mi ha detto: "You know what my darling? We say that impossible it's just the wrong way to spell I'm possible". And that's what actually is. Right here, right now. Per questo sento che questo posto mi piace, perché anche se non c'è pace, come dice Jova, ci posso camminare libera.
E chi mai avrebbe il coraggio da averne abbastanza di tutto ciò?





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